Lanificio f.lli Tiberghien, un collage edilizio

Biblioteca civica di Verona, dal 28 maggio al 23 giugno 2018

Prima della demolizione di buona parte della porzione est, il Lanificio Fratelli Tiberghien rappresentava un raro esempio, nel veronese, di un complesso industriale di inizio sec. XX ancora conservato nella sua complessità. Infatti, nonostante la divisione del complesso, avvenuta nel 1984, e il grave stato di abbandono che lo ha interessato dopo la dismissione del 2004, all’interno del lanificio erano ancora ben leggibili le continue trasformazioni edilizie dettate dalle necessità della produzione e dalle innovazioni tecnologiche. Questa continua evoluzione lo aveva trasformato in un perfetto “catalogo” dell’architettura industriale del Novecento. Un “catalogo” impreziosito dalle importanti influenze francesi  e unico nel veronese. Fino al giugno 2016 era infatti ancora riconoscibile quel particolare rapporto instaurato tra le travi reticolari sostenute da pesanti colonne in ghisa – progettate dello studio di architettura industriale Lietard & Forest proveniente, come i Tiberghien da Tourcoing – ed i più recenti “copponi” realizzati in calcestruzzo armato precompresso e qui utilizzati, dall’ingegner Bruno Fabbri, in modo inusuale, come chiusure verticali per definire i prospetti principali.  Un catalogo che, nonostante la perdita di alcune delle parti più antiche, ancora evidenzia delle eccellenze architettoniche come il fabbricato della filatura, eretto nel 1911 dalla ditta dell’ing. H. Bollinger di Milano, probabilmente il primo edificio costruito con struttura completamente in calcestruzzo armato nel Comune di Verona. Ancora più rara è la straordinaria salvaguardia della documentazione tecnica dei fabbricati, oggi parte del Fondo Tiberghien, che ha permesso di analizzare nel dettaglio ogni singola struttura e, in molti casi, dare un nome al suo progettista ed al suo costruttore. Oggi, nonostante le gravi demolizioni, il “catalogo” ancora rivendica la sua presenza urbana, nell’attesa di una corretta e consapevole valorizzazione che ne esalti l’evoluzione ingegneristica ed architettonica un tempo vanto per l’intero territorio.

La mostra è parte del Progetto di valorizzazione dell’archivio: “Il Lanificio Tiberghien a Verona. Intrecci di fili, carte e memoria

A cura di: Ivres, IVrR, Agile

Testi: Michele De Mori con la collaborazione di Angelo Bertolazzi

Immagini: Michele De Mori, Filippo Belletti.

Progetto grafico e impaginazione: Emilia Quattrina, Andrea Galliazzo

Video: Nicolò Tedeschi

Con il sostegno di: Fondazione Cariverona

Con il patrocinio di: Comune di Verona, Ordine degli Architetti PPC della Provincia di Verona

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